Repubblica Araba d'Egitto
(جمهورية مصر العربية al-Jumhūrīya Misr al-‘Arabīya)
Bandiera nazionale, di stato e mercantile ufficiale dal 4 ottobre 1984 e in uso dal giorno successivo. Stessi colori delle precedenti bandiere repubblicane. Cambia invece l’emblema centrale, che raffigura l’aquila del Saladino, in oro (anche a colori), afferrante un cartiglio con il nome del paese. Il Saladino, il difensore dei territori islamici contro i crociati (seconda metà del XII secolo), sultano Ayubbid che governò l'Egitto è considerato eroe del mondo arabo, benché in realtà non fosse arabo, ma curdo. Secondo i nazionalisti i colori hanno questo significato (ufficioso): il rosso sta per il deserto egiziano; il bianco era il colore dei faraoni; il nero è per il terreno fertile del Nilo, nonché il popolo. Proporzioni 2:3.
1.



2.
Bandiera nazionale in uso dalla costituzione del protettorato britannico (18 dicembre 1914); sostituita nel 1923. In realtà, il vessillo, era ben noto già nel 1882, introdotto da Muhammad Alì come stendardo personale, alla fine divenne la prima vera bandiera nazionale egizianae costituì un segno di distinzione con l’Impero Ottomano. Il significato dei tre crescenti è incerto: probabilmente stava a simboleggiare la vittoria dei suoi eserciti in tre continenti (Europa, Asia e Africa) o la propria sovranità sull’Egitto, la Nubia e il Sudan. Proporzioni 1:2.
3A. / 3B.
1923-1952: Regno d'Egitto (Al-Mamlaka i'-Masriya, Royaume d'Egypte)
1952-1958: Repubblica Egiziana (Al-Jamhuriya Misr, Republique d'Egypte)
Bandiera dell'Egitto moderno istituita con un decreto reale il 10 dicembre 1923, quando il Paese ha ottenuto l'indipendenza dal Regno Unito nel 1922, il verde simboleggiava il distacco e l’opposizione nei confronti dell’Impero Ottomano, ma era anche il colore degli haggi, i pellegrini alla Mecca e
simbolo della fertilità del Nilo: su questo campeggiava una mezzaluna con tre stelle bianche che rappresentavano l’unità di musulmani, cristiani copti ed ebrei nel nuovo regno. Questa sarebbe
rimasta l’emblema egiziana fino al 23 luglio 1952 quando la rivolta degli “Ufficiali Liberi” porto alla creazione della Repubblica Araba d’Egitto.
Con la fine della monarchia il drappo verde non venne immediatamente sostituito, ma affiancato dal tricolore panarabo a strisce orizzontali della stessa larghezza, il colore nero a rappresentare il cupo passato e la fine dell'oppressione del popolo egiziano per mano della monarchia e del colonialismo britannico; il bianco per il luminoso avvenire e simboleggia l'avvento della rivoluzione, che pose fine alla monarchia e il rosso per indicare il sangue versato durante la rivoluzione e le lotte passate. Al centro campeggiava l’aquila di Saladino (simbolo trovato sulle mura della cittadella del Cairo, edificata proprio dal celebre sultano Ṣalāḥ al-Dīn. In seguito tale emblema venne adottato da altri Stati arabi), che custodiva nel petto uno scudo verde con la mezzaluna e le tre stelle.


4.
Bandiera adottata il 10 aprile 1958. Il desiderio di creare una Repubblica con tutti gli Stati arabi non era presente solo nella mente e nel cuore del leader rivoluzionario Gamal Abd-el Nasser, ma era anche ben visibile nel vessillo del Paese, che sarebbe cambiata nuovamente. Dopo la creazione della Repubblica Araba Unita, che comprendeva Egitto e Siria, l’aquila venne sostituita con due stelle verdi che rappresentavano i due Stati che ne facevano parte. Il 28 settembre 1961 la Repubblica fallì. L’Egitto mantenne comunque la bandiera con le stelle verdi fino al 31 dicembre 1971 quando insieme a Siria e Libia venne fondata la Federazione delle Repubbliche Arabe, ovvero una unione di diversi Paesi e non un unico Stato come invece era la Repubblica Araba Unita [al-Jumhūriyya al-ʿArabiyya al-Muttaḥida; United Arab Republic U.A.R.], rivelatasi entro breve un fallimento.
5.
Bandiera adottata il 1° gennaio 1972, riprendeva i colori del panarabismo e sostituiva alle stelle verdi il Falco di Quraysh (tribù di cui faceva parte Maometto). Il testo in arabo della "lista" del Falco riportava: اتحاد الجمهوريات العربية, ittiħād al-jumhūriyyāt al-`arabiyya, ovvero "Federazione delle Repubbliche Arabe", sotto di esso il nome dello stato (Repubblica Araba d’Egitto).